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Massimo Lippi


Massimo Lippi è un “magicien de la terre”: un poeta, un credente, un artista che crea un mondo
d
i espressioni visive in relazione concettuale ed emotiva con la sua terra e le sue radici culturali,
piantate fra le dolci colline di Siena, lontano dall e strategie del mondo artistico benché non ne
sia ignaro….Il suo studio all’interno degli impressionanti spazi di una cittadella agricola medioe-
vale rappresenta ben più che un luogo di lavoro. Esso consente una creazione in situ, nel
medesimo luogo dove i suoi antenati furono contadini, e soggetto della sua opera sono le tracce
della loro esistenza. Non solo: le sue sculture sono realizzate con i materiali che ha rinvenuto a
testimonianza….Possiamo definire gran parte delle opere di Lippi come realizzate da object trouvé,
ma a differenza da Marcel Duchamp, che sceglie i suoi oggetti ritrovati, Lippi non ne va in cerca.
Si limita soltanto a quelli che esistono intorno a lui…Non c’è distanza fra la materialità delle sue
sculture e il loro contenuto. La visualità delle sue opere è determinata dai materiali, e perciò i
materiali non sono mai secondari rispetto alla forma, non c’è alcuna separazione fra l’immagine e
il materiale. Lo spettatore ricopre un ruolo attivo tramutando i materiali combinati in possibili oggetti
narrativi… Pur muovendosi al di fuori delle teorie artistiche, Lippi solleva più di una questione in
merito alla posizione dell’oggetto fra il suo essere primitivo nella sua potente apparenza e
materialità, e il complesso discorso riguardante il tempo-spazio della memoria. La memoria non
esiste nel passato, è sempre “adesso” nel nostro cervello e nella nostra coscienza. Servendosi di
materiali e rimanenze “basse”, Lippi risponde alla definizione di arte come testimonianza del luogo
e del tempo. E qui il tempo corrisponde ai segni del passato portati insieme nel presente nel
momento in cui diventano elementi costitutivi di una nuova opera d’arte….

Amnon Barzel



Angiolo custode

1994 - Materiali vari
cm 20x20x12



Creatura del suono odoroso

1998 - creta, metallo
cm 17x21x11


L' angelo del miele

1998 - bronzo + alveare
cm 48x18x12
16 aprile ~ 24 maggio 2003