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Michele Tancredi

Personaggi
2002

Personaggi
2002

 


Michele Tancredi è nato sul Gargano nel 1957. Nel 1977 espone le sue tele ad olio paesaggi garganici e ricerche sperimentali. Intraprende il suo primo viaggio in Australia. Nel 1980 emigra in Germania e frequenta alcuni laboratori di ceramica . Successivamente si trasferisce a Roma 1981 dove frequenta, per alcuni anni l'Università la Sapienza. In questi anni ha modo di maturare esperienze artistiche senza mai esporre e firmando con lo pseudonimo Di Tancrè. Sono gli anni di grande sperimentazione e ricerca artistica . Nell'84 si trasferisce a Milano e frequenta i corsi presso l'Accademia di Belle Arti di Brera .Negli anni accademici collabora, prima nello studio di Cheli scenografie collaborando alla realizzazione di spot pubblicitari e scenografie televisive e teatrali. Successivamente, dal 1986 ,si trasferisce presso lo studio del Maestro Andrea Cascella come assistente- collaboratore per la realizzazione delle opere del maestro. A Milano stringe rapporti di amicizia con Tommaso Trini e Roberto Sanesi. Nel 1990 intraprende viaggi in Europa. Partecipa a mostre collettive e pubblica cartelle di poesie in tirature limitate. Renato Cardazzo dopo anni di corrispondenza e colloqui, gli organizza una mostra di sculture nel1995 nella sua galleria Naviglio di Milano e successivamente nell'96 a Venezia . Dal 1997 al 2007 realizza opere pubbliche in bronzo e intraprende viaggi all'estero.
Da ricordare: "Lettere a me stesso" e "Opere ironiche 1981- 2005" "Invito allo scrivere" : pubblicazione di tre libri , " Memorie di uno smemorato 2006" , " Libro con pietra 2007" , " La rotella mancante 2007". Da qualche anno vive e lavora a Milano

Michele Tancredi scrive. Lettere, quadri sculture, parole. Michele Tancredi scrive lettere a se stesso . Invia, spedisce, riceve , ricevi. Lettere scritte che raccontano. Disegnano nei tuoi pensieri i suoi pensieri. La busta delle sue lettere quando arriva, la osservi, non la apri subito. Non vorresti aprirla. Il suo arrivo ti comunica già qualche cosa e vorresti prenderla e metterla via assieme alle altre, legata con uno spago o fettuccina verde o rossa, come si faceva una volta, lasciarla dentro un cassetto e ogni tanto guardarla ed immaginare cosa contenga. Potrebbe contenere nuvole e mare o migliaia di oggetti che volerebbero nell'aria, senza rumore, al di fuori dello spazio-tempo. La busta disegnata disegna i suoi gesti nell'aria e vedi e senti Tancredi che ti racconta, Tancredi racconta sempre. Con il suo viso racconta una storia del sud. Una storia che sa di sole e sale, di uomo che e' salito al nord per raccontare storie e scorie del nostro cuore. I suoi gesti sono parole e le parole sono segni incisi nella superficie delle sue opere, nel suo volto. Parola scritta, immaginata, musica nell'aria. Ti incanta e leggi nei suoi occhi sorridenti l'ironia e senti la sua voce disegnata nella busta e la metti dentro il cassetto mentre ti sta raccontando. Quando riapri il cassetto subito riprende il racconto. Come fosse li a guardarti, a dirti l'inverso di quello che ti aveva detto o che aveva pensato o che avevi pensato tu. Ti ingarbugli tra parole e pensieri, tuoi, suoi, e i tuoi diventano i suoi, ti lega tra parole e segni o "segniparole" e il suono diventa segno e il segno "scritturadisegno". Ingarbugliato tra metafore. Sciogliere i pensieri al sole. Legato. Chiudi il cassetto e per un po' sei li ad immaginare . Tancredi ti racconta, ti scrive addosso mentre cammini o mentre sei seduto ad ascoltarlo. Allora capisci le sue sculture figure tridimensionali, imballi, carte, cartoni, come grandi lettere segnate, disegnate. Tra i segni scopri oggetti che diventano reperti misteriosi, oggetti trovati che si sono lasciati trovare e perdono o acquistano significati e come parole ti raccontano fiabe amare o dolci. Grandi e piccole figure scultura. Guardi le sue sculture e pensi alle sue lettere e ti accorgi che in fin dei conti potrebbero essere dei suoi autoritratti. Tancredi è scritto. Tancredi è come una grande pagina e si scrive addosso, scrivendoti. Si scrive incidendo, disegnando nelle sue sculture, le guardi e sei convinto che riceverai presto una sua lettera. Te l'ha già inviata e lui sa che quando la riceverai, lui l'avrà ricevuta perché inviando riceve e tu diventi parte della sua opera, oggetto scrittura anche tu . Quadri legati che ti legano. Corde, parole scritte come spaghi, ti stanno scrivendo inscrivendo nel suo mondo, sei anche tu come una sua figura, ti senti scritto, descritto in quelle pagine tridimensionali e ti osservi immobile, nella stanza della mostra, grande oggetto anche tu di Tancredi mentre lui, che non c'è ti osserva. E' partito, da san Marco in Lamis ti sta già scrivendo. Giorgio Cardazzo Milano, un giorno di sole abbastanza caldo del 2009


Lettere a me stesso - installazione
4.000 lettere

Lettere a me stesso

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