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Silvia Forese



Il Bacio 2009 acrilico su tela cm. 70 x 115











Io e una stufa esauste 2010 acrilico su tela 130x145


Guardando i quadri di Silvia Forese mi vengono in mente i racconti di R. Carver.Non vi è nulla in più e forse vi è qualche cosa
in meno ed è quel meno ad interessarmi.La costruzione del quadro c'è e non c'è. Gli oggetti di uso comune galleggiano in uno
spazio senza tempo, dove il vuoto diventa cooprotagonista. Sono autoritratti dove gli oggetti sono pretesti per identificare stati
d'animo, racconti esistenziali senza parole. I colori forti e brillanti ricordano i quadri della pop art, ma ancora di più i disegni
dell'infanzia dove, liberi dalle costrizioni mentali, si usano i colori come andrebbero usati. I colori sono specchi delle nostre emozioni.
I titoli sottolineano l'azione emotiva del rebus esistenziale che ci viene offerto senza veli, senza preamboli, senza inutili formalismi…
senza rete. L'artista cammina sul filo in equilibrio per non cadere. Vi è un senso di solitudine, di paura, di guardarsi intorno per capire
dove si è e come si è. L'autoidentificazione con l'oggetto rende l'oggetto soggetto e l'artista diventa il protagonista che non c'è, che sta
fuori dal quadro, testimone che osserva il proprio stato d'animo e si fa nello stesso tempo osservare, che si mette in mostra,
ma ci osserva mentre guardiamo osservare. Gioco sottile senza suoni, senza movimenti, gioco di riflessi e di riflessioni.
Forese ha occhi grandi da cerbiatto e credo non sia un caso.
Giorgio Cardazzo
luglio 2010

 


Rifiuto 2010 acrilico su tela 145 x 95

lotteria2009 acrilico su tela cm. 100x110

spremuta 2010acrilici su tela 100x 80

Non guardare giù 2009 acrilico o su tela 100 x 100